Alimentazione “allo stecco” dei pappagalli nidiacei

allevare allo steccoL’allevamento dei pappagalli non ancora svezzati dai genitori da parte dell’uomo, così detto allevamento “allo stecco”, è pratica sempre più diffusa tra gli allevatori di psittacidi.Viene definita “allo stecco” perchè tradizionalmente ci si serviva di un bastoncino di legno per portare il cibo nel becco dei piccoli pappagalli (definiti pullus).

Questa tecnica permette di avere soggetti imprintati, quindi particolarmente tranquilli ed affiatati nei confronti della specie umana, … ma ci sono molte cose da conoscere per non commettere gravi errori!

La maggior parte di questi Psittacidi allevati a mano finisce nelle case dei privati per diventare un animale da compagnia, i cosi detti “pet birds”.

Altre volte l’allevamento a mano ha la funzione di aumentare il tasso riproduttivo della coppia, sia nel caso di specie rare in natura, sia per specie di particolare valore economico.

Togliendo precocemente i piccoli infatti la coppia torna in amore e si prepara per un’altra nidiata. Contestualmente un bravo allevatore alleverà a mano i piccoli, riducendo di molto la percentuale di mortalità naturale dei primi mesi di vita avendoli costantemente sotto controllo.

E’ importante non improvvisarsi in quest’arte, che necessita di esperienza, studio delle esigenze delle diverse specie di pappagallo e specialmente molto tempo a disposizione.

Vediamo allora i punti cardine di questa pratica.

Bisogna creare un angolo, meglio se un’intera stanza, dedicata ai nostri pullus. Questa dev’essere calda ed asciutta, non vi devono essere sbalzi di temperatura ed umidità, non si devono fare rumori improvvisi e va mantenuta la massima pulizia ed igiene in tutto il locale. Il sistema immunitario dei nostri ospiti in questa fase è ancora molto rudimentale.

Come contenitore dei singoli soggetti ci sono diverse possibilità, in generale si usano scatole in cartone usa e getta o scatole di polistirolo che hanno il vantaggio di trattenere il calore del corpo del piccolo.

Il nido artificiale deve mimare quello che avrebbero in natura, deve quindi essere piccolo, chiuso e buio. Un fondo del nido poco ampio favorisce il corretto sviluppo degli arti e previene lo “splay legs”, ovvero la posizione patologica di “spaccata” con scorretta agolatura degli arti inferiori molto frequente in piccoli alloggiati male.

L’alimentazione è di fondamentale importanza, e per quando non vi siano ancora molti studi per le diverse specie, l’allevatore in questi anni è fortemente avantaggiato dall’imissione in commercio di molti preparati in polvere che basta sciogliere in acqua e servirli.

Ricordo che diverse specie di pappagallo mangano cibi specifici e molto diversi gli uni dagli altri.

Il metodo classico di somministrazione della pappetta così formata è tramite una siringa senz’ago che viene avvicinata al becco perchè l’animale possa liberamente deglutire la razione. Alcuni allevatori usano unna tecnica che non mi sento di suggerire ma che se eseguita correttamente non comporta solitamente alcun danno: attraverso una siringa con raccordato un tubicino di gomma che fanno passare per il becco aperto depositano direttamente il cibo nel gozzo degli animali.

E’ fondamentale che tra una razione e la successiva il gozzo degli animali si svuoti completamente, per evitare le pericolose fermentazioni batteriche e fungine.

Nelle prima settimane i piccoli sono miopi e molto paurosi. Muovetevi quindi con movimenti calmi e parlate con voce calma. Può essere molto utile per facilitare il rapporto futuro stare faccia a faccia con i propri pappagalli e parlare loro del più e del meno.

Fintanto che i piccoli non saranno completamente implumati, sarà necessario tenere la temperatura dell’ambiente puittosto alta, in natura infatti la coppia sfrutta la stagione estiva per riprodurre e passa molto tempo sopra i piccoli per scaldarli.

In prossimità del periodo dello svezzamento il pappagallini dovranno essere socializzati con le specie animali amiche (uomo, cani, gatti, altri uccelli, …) perchè imparino a conoscerle. Bisognerà far loro vedere molti oggetti di varie forme e colori perchè da grandi non abbiano paura ad ogni cambiamento dell’ambiente nel quale vivranno.

Conviene insegnar loro ad essere trattenuti tramite l’uso di un’asciugamani attorno al corpo, pratica che risulterà oltremodo utile per spostarli o per poterli visitare qualora si prsentasse la necessità.

Lo svezzamento dev’essere molto graduale e lento, per non creare traumi conviene continuare a dar loro alcune dosi di cibo anche quando ci sembra che mangino a sufficienza anche anche da soli. Questo li renderà molto più tranquilli e predisposti ad apprendere ed esplorare l’ambiente nel quale vivono.

Uno svezzamento troppo precoce o brusco può portare a dei problemi comportamentali: Cenerini fobici o urlatori cronici, Cacatua che si autodeplumano o con sindrome da prolasso della cloaca, Ara che se svezzate prima dei 6-9 mesi diventano ossessive nel cercare il cibo per tutta la vita.

L’alloggio ideale dei giovani in svezzamento è in prossimità di una finistra, con metà gabbia esposta per guardare fuori e metà coperta da un muro che li protegga se vogliono ripararsi da sguardi indiscreti.

Vanno rispettate le ore di sonno, che per le specie tropicali e neotropicali corrisponde a circa 12 ore di buio durante tutto l’anno.

La riduzione delle ore di buio per soggiorno obbligato in ambiente domestico con luce fino a mezzanotte comporta a sua volta problemi comportamentali come: ipersensibilità/ ipereccitabilità, urla eccessive, autodeplumazione.

Va da se che i piccoli vanno sempre stimolati con manipolazioni delicate e frequenti e vanno lasciati loro a disposizione dei giochi di legno come rametti freschi di piante non tossiche e non resinose.

Se l’animale viene tenuto libero nella stanza bisogna accertarsi che i vetri siano coperti dalle tende per evitare pericolosi urti.

Non tagliate le remiganti delle ali, limitatevi a confinare l’uccello in stanze sicure e lasciate che possa volare liberamente.

Buon lavoro.

 

Articolo originale www.veterinaricasalesulsile.com per gentile concessione del

dr. Diego Cattarossi
Medico Veterinario accreditato Fnovi per la cura degli animali esotici, DVM, PhD

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