Alimentazione dei pappagalli

alimentaMolti sono gli errori che i proprietari di pappagalli come anche molti allevatori commettono nell’alimentazione dei loro animali.

Ecco alcuni appunti per chi volesse approfondire l’argomento.

L’alimentazione deve essere, composta da materie prime di qualità, da alimenti freschi puliti e ben conservati.

Mi riferisco in questi brevi appunti all’alimentazione della maggior parte dei pappagalli presenti nelle nostre case, dei cosiddetti granivori. Premetto che alcune specie (es: Lori, Pappagalli dei Fichi, …) possono avere un’alimentazione molto specifica, la cui trattazione esula dalle finalità di questo articolo.

Nell’alimentazione del tuo pappagallo non dovrebbero mai mancare: frutta e verdure fresche, di molti tipi diversi, cambiati frequentemente per evitare che deteriorino o ammuffiscano, semi magri e cereali, legumi cotti, prodotti di origine animale, come tarme o pezzetti di carne o formaggi ed estrusi/pellettati specifici per la specie in questione: salvo rarissime eccezioni vanno bene tutti i tipi di frutta e verdura, se freschi e non trattati con fitofarmaci. Variare usando frutta di stagione. Non usare prodotti in scatola, al limite prodotti surgelati. Alcuni frutti molto graditi e benefici possono essere: mela, pera, albicocche, pesche, prugne, ciliegie, mango (tutte senza nocciolo), melone, uva, banane, agrumi, kiwi, papaia, melograno, frutti di bosco (con i semi).

Semi germinati: sono un buon alimento ma molto rischioso! Bisogna infatti farli germogliare senza favorire la crescita di batteri e funghi. L’animale deve poi consumarli velocemente (entro 2 ore) perché non devono rimanere a lungo nella mangiatoia. Si possono far germinare: cereali integrali non decorticati, riso integrale, sesamo, girasole, lenticchie, fagioli adzuki, ceci, soia verde. Non usare semi in vendita per la semina, sono quasi sempre trattati! Per far germinare i semi si possono mettere a bagno con acqua pulita per mezza giornata, risciacquati, messi in una ciotola senz’acqua e risciacquati 3 volte a giorno. Servirli appena germogliano. Per evitare che si contaminino si possono risciacquare con acqua ed Amuchina o acqua e GSE (Estratto di Semi di Pompelmo Concentrato).

Cereali: grano, grano saraceno, miglio, avena, farro, frumento, orzo, bulgur, segale, quinoa, triticale, riso e pasta integrali. possono essere somministrati crudi, cotti o germinati. Farli bollire a fuoco basso per 15 minuti, poi lasciarli in acqua a fuoco spento per altri 10 minuti. Legumi: piselli e fagiolini possono essere dati crudi. Fagioli, ceci e soia devono essere bolliti. Se secchi tenerli a mollo in acqua 6 ore, farli bollire a fuoco basso per circa 45 minuti (la soia per 90 minuti).

Semi grassi: girasole, noci di Pecan e del Brasile, anacardi, pinoli, noccioline, arachidi sbucciate, mandorle,… insieme alla frutta secca rappresentano un gruppo di alimenti particolarmente calorici. I semi grassi contengono molti lipidi vegetali, la frutta secca contiene invece più zuccheri semplici. Vanno entrambi forniti in piccole quantità ed in particolari momenti dell’anno molto impegnativi come la riproduzione, lo svezzamento dei piccoli, inverni molto freddi per animali che vivono all’aperto, ecc.

Prodotti di origine animale: possono essere somministrati in piccole quantità: yogurt magro, formaggio invecchiato (tipo grana), uovo sodo (il tuorlo è ricchissimo di nutrienti), carne macinata, larve di insetti come le tarme della farina o del miele.

Fiori, boccioli, bacche: fiori di rosa, magnolia, agrumi, passiflora, melograno, gladioli, malaleuca, mimosa, ibiscus, grevillea, callistemon, eucalipto, banksia, borragine, calendula, tarassaco, nasturzio, garofano, lillà, salvia, violetta, caprifoglio, piracanta. Bacche di rosa, mirto, biancospino, eucalipto, baccelli delle mimose.

Grit: la maggior parte dei Pappagalli, ed in particolare tutti quelli che si nutrono prevalentemente di semi, necessitano di ingerire sassolini di piccole dimensioni per la miglior digestione dell’alimento a livello di stomaco muscolare. Questi, definiti grit, vanno forniti quotidianamente in piccole quantità. Ottimi quelli mescolati al guscio d’ostrica triturato ed arricchiti di sali minerali solubili.

Pappette calde: possono essere somministrate come premio nell’addestramento del pappagallo, possono essere usate come veicolo per somministrare farmaci o integratori alimentari come vitamine e minerali; quindi conviene abituare il pappagallo ad assumerne. Solitamente sono molto gradite perché ricordano il cibo rigurgitato dai genitori per nutrire i piccoli nel nido. Si possono preparare con semolino, purea di patate bollite, pasta o riso integrali, farina di banana, farina ai 5 cereali, con l’aggiunta di acqua calda o scaldando a bagnomaria. Se troppo dense si possono diluire con succhi di frutta o acqua, se troppo liquide si possono addensare con la farina di riso o mais. Attenzione, il microonde crea spot termici, cioè zone di pappa bollenti ed altre fredde, non va usato a meno di mescolare molto bene dopo averlo tolto dal forno. La temperatura ideale delle pappe è attorno ai 30°-35°, non superare i 40°-45°.

Pane per Pappagalli: vuoi fare in casa delle pagnotte di pane per i tuoi pappagalli? Eccoti la ricetta: (dose per 2 teglie da lasagne, possibile conservare in congelatore) prendere 100 gr di cereali interi (farro, grano, avena, segale, grano saraceno, orzo, triticale…) farli bollire in acqua a fuoco lento per 15 minuti spegnere il fuoco e lasciarli coperti per altri 10 minuti perché assorbano l’acqua preparare un impasto con: 1.2 Kg di farine integrali miste, 100 gr di soia o ceci, 100 gr di semi di sesamo, 200 gr di granella di nocciole noci o mandorle tritate, 100 gr di semi di zucca non salati e 150 gr di uva passa ammollata nell’acqua separatamente tritare e poi mescolare: 800 gr di carote pulite, 3 banane, 2 fette d’ananas, 1 papaia sbucciata, 1 peperoncino piccante, 1 peperone dolce frullare la frutta e la verdura con le farine ed i cereali bolliti; lavorare bene l’impasto finché si ottiene una consistenza pastosa. preparare le teglie con la carta da forno e versarci l’impasto scaldare il forno a 170°-180° cuocere al forno per 45 minuti a questo punto il nostro pane è pronto! Si può farlo raffreddare servire ai nostri beniamini o tagliarli a monodose e congelarlo per averlo sempre pronto.

Insalatone estive zucca a pezzettini con riso integrale, peperoncini rossi piccanti e fagioli fagioli bolliti, pastina e piselli crudi insalata di banana, arancia, mela e noci a pezzettini pane integrale abbrustolito (non carbonizzato!) e spezzettato, yogurt magro, frutta e carote grattugiate insalata di carote grattugiate, riso e peperoni dolci. Cibo molto appetibile: per le “fasi difficili”, come imbecco dei nidiacei, svezzamento dai genitori o malattie varie, nelle quali vogliamo invogliare i pappagalli a mangiare, vanno usati cibi particolarmente graditi come: germogli, pappe calde, mandorle, noci, sesamo, burro di arachidi, zuppe di cereali e legumi, estrusi bagnati con acqua e miele, frutta secca e pappe calde. Il cibo va poi reso più interessante mescolando tra loro più alimenti, di colori e consistenza diversa.

Miscele (proporzioni):

Pappagallini di taglia medio piccola: 30% scagliola, 50% miglio, 15% panico, 5% (massimo) semi grassi. Frutta e verdura a disposizione ogni giorno.
Pappagalli granivori di taglia grande: 30% legumi misti, 25% cereali misti, 25% verdure crude, 20% frutta.

Alimenti proibiti:

Cibi grassi (girasole, lardo, dolci,….) specialmente se diventa un’abitudine, cibi conditi: grasso, fritti, caramellati, cioccolata, caffè e tutti gli alimenti che contengono caffeina, sale e zucchero in eccesso alcolici latte, avocado, semi di ciliegie, albicocche, pesche e prugne, se ingeriti in grandi quantità, possono dare un avvelenamento da prodotti cianogenetici (produttori di cianuro)

Come convertire un mangiatore di semi di girasole in un pappagallo sano:

Spesso quando si acquista un pappagallo adulto, questi ha già preso la malsana abitudine di mangiare solo semi di girasole, o comunque presenta una dieta poco varia che consiste esclusivamente in semi conservati.
Come abituare il nostro pappagallo a mangiare quanto sopra riportato?
Sfruttiamo la sua naturale intelligenza e curiosità.
Il pappagallo è attratto dai colori! Creiamo quindi dei miscugli con più colori, con pezzetti di frutta e verdura di dimensioni diverse, con semi freschi di melone, papaia, peperone, agrumi, fichi, fichi d’india, melograni e frutti della passione (passiflora).
È normale che all’inizio possa avere paura del cibo nuovo, insistiamo ripresentandoglielo magari in forma diversa o in posti diversi della gabbia.
I germogli sono un ottimo alimento per convertire i pappagalli ad una sana alimentazione. Assumete il nuovo alimento davanti al pappagallo per stimolarlo ad emularvi, o mettetegli vicino dei cospecifici che mangino tutto quello che gli date.
Un altro metodo può essere quello di infilare dei semi di girasole in pezzetti di mela, banana o peperoni. Sarà così portato ad assaggiare anche il frutto. Munitevi di santa pazienza e non affamate il vostro beniamino, procedete sempre gradualmente e stuzzicate la sua curiosità. A volte possono essere necessari mesi, ma alla fine la vostra pazienza sarà premiata!

Diverse esigenze alimentari:

Amazzoni, Cacatua di taglia media e Pionus necessitano di una dieta povera di grassi (massimo 4%) per la loro predisposizione all’obesità ed ai lipomi. Per contro richiedono un maggior apporto proteico (18%) e di Vitamina A.

Ara e Cacatua di taglia grande necessitano di una dieta più ricca di grassi, con percentuali che nel periodo riproduttivo possono raggiungere il 15%.

Cenerino e Poicephalus sono soggetti a malattie da carenze di Calcio, che va sempre addizionato alla dieta in una forma che ne faciliti l’assorbimento.

Lori ed Ecletti necessitano di una dieta a base di polline e nettare. La percentuale di proteine dovrebbe essere attorno al 16%, i grassi non sopra il 6%. Il ferro dovrebbe essere bassissimo ed anche la vitamina C che ne favorisce l’assorbimento. Questo perché questi animali, al pari delle Maine e delle Vedove del Paradiso, sono predisposti ad una malattia da accumulo di ferro chiamata emosiderosi. I lori non dovrebbero mangiare semi, e la loro alimentazione deve essere a base di estrusi, polveri o pappete liquide ricostituite. Sono divoratori di fiori, germogli, frutta molto zuccherina e bacche. Molto importanti per la loro salute sono il fruttosio e l’arabinosio.

I Pappagalli dei Fichi e l’Ara Auricollis (Ara dal Collare) sono grandi consumatori di fichi selvatici. In cattività si possono somministrare fichi secchi ammollati nell’acqua. E’ necessaria l’aggiunta quotidiana di Vitamina K (tipo Konakion – roche) e di Zinco. Sono infatti soggetti a sindrome emorragica.

I Vasa sono ritenuti e più carnivori tra i pappagalli; a volte si nutrono anche di carogne. Nella loro dieta non deve mancare la carne, almeno 2-3 volte alla settimana

Articolo originale www.veterinaricasalesulsile.com per gentile concessione del

dr. Diego Cattarossi
Medico Veterinario accreditato Fnovi per la cura degli animali esotici, DVM, PhD

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