Il Cardellino (Carduelis carduelis)

Cardellino  (dipinto di Annalisa Secoli)
Cardellino
(dipinto di Annalisa Secoli)

Il Cardellino è uno dei piccoli uccelli da gabbia a voliera più allevato e desiderato tra gli amanti dei piccoli Passeriformi domestici. Questo successo è attribuibile alla bellezza dei suoi colori, al portamento fiero che assume in gabbia ed alle straordinarie capacità canore dei maschi.
Il nome della specie (Cardellino) deriva dalla pianta di Cardo, dei cui semi questi uccellini sono ghiotti.

Giovane cardellino su pianta di cardo
Giovane cardellino su pianta di cardo

Nel periodo nel quale il cardo ha i semi è possibile osservare in natura molti Cardellini appoggiarsi sulla pianta e divorare tutti i semi che riescono ad ingerire.
Pur trattandosi di una sola specie, in realtà esistono molte sottospecie e varietà in natura che differiscono per taglia e per colorazione della livrea (major, balcanica, britannica, brevirostris, niediecki, londoni, tschusi, parva, ecc.). Le differenze sono legate a diversi areali di distribuzione e all’isolamento geografico.
Il più piccolo Cardellino è il Carduelis carduelis tschusii (11 centimetri di lunghezza) mentre il più grande è il Carduelis carduelis major (che può superare i 15 centimetri di lunghezza). Il più comune in Italia è il Carduelis carduelis carduelis che ha una misura intermedia di 12,5 centimetri di lunghezza. Oltrechè differenza di taglia vi sono piccole differenze morfologiche, ad esempio il Cardellino balcanico ha la testina un po’ più tondeggiante e grande e la colorazione del piumaggio più chiara con bianco candido nei fianchi e nelle guance. In generale i Cardellini nordici sono più grandi e con colori più sbiaditi e il bianco più puro, quelli meridionali hanno taglia inferiore, colore più accesi e più feomelanine (pigmenti della piuma).
Oltrechè nel nostro continente europeo si è diffuso ed ambientato perfettamente in nord Africa, Uruguay, Argentina, Australia, isole Bahamas dove ha dato origine ad un Cardellino quasi completamente nero.
A questo si aggiunga che in cattività sono state allevate moltissime mutazione di colore che aumentano grandemente i tipi di Cardellino disponibili in commercio. Appena comparsi sul mercato i Cardellini con nuove mutazioni di colore spuntano prezzi a volte impensabili, ma dopo pochi anni il prezzo crolla.
Le mutazioni di colore permettono la detenzione degli animali in modo molto più libero e scevro da obblighi di legge, perché non essendo tipi presenti in natura non c’è bisogno di dimostrare che l’animale non è stato catturato nel suo ambiente.
Le mutazione nel colore del piumaggio già fissate nel Cardellino e che si trovano con una certa facilità sono:
– Bruno: tutte le zone normalmente nere diventano marroni brune (testa di moro). Le parti bianche e colorate (gialle e rosse) restano uguali al soggetto ancestrale (ovvero presente in natura).
– Agata: tutte le zone normalmente nere diventano più chiare e le zone marroni quasi scompaiono per lasciare posto al colore bianco.
– Isabella (bruno + agata): la mutazione isabella in realtà è la sommatoria delle due mutazioni precedenti, ovvero bruno e agata insieme nello stesso soggetto. Risultano ridotte (meno colorate) tutte le zone nero e brune del piumaggio.
– Lutino (ino): le zone nere diventano grigie, beige. Si riducono infatti sia il bruno, sia le feomelanine sia le eumelanine. La maschera invece che rossa diventa color aranciato.
– Satinè (bruno + lutino): è la sommatoria della mutazione bruno con la mutazione lutino. Quindi il soggetto sembra solo giallo e con maschera arancio, ma osservando con attenzione si vede il disegno bruno sul piumaggio soprattutto sulle ali, sulla coda e sulla testa.
– Pastello: si riduce fortemente il bruno, si dimezza l’intensità del colore nero e parzialmente si riduce la feomelanina. L’effetto è che tutte le parti normalmente nere diventano grigio acciaio con effetto perlaceo.
– Opale: per la riduzione (quasi totale) del bruno e per la riduzione di feo e nero il Cardellino assumo un colore grigio azzurrino. I riflessi della luce che emergono dalle penne nere (diventate grigie) danno proprio la sensazioni che il soggetto sia azzurro. E’ una mutazione molto bella e ricercata.
– Albino: il soggetto albino non ha più melanine ma ha inalterati i lipocromi (ovvero il giallo, il rosso e il bianco). L’occhio in questi soggetti è rosso! Mancano infatti i pigmento dell’iride e il colore rosso è dato dai vasi sanguinei della retina che si vedono in trasparenza.
– Testa bianca spalle gialle: è una mutazione nella quale la caratteristica “T” presente nella testa sparisce e si esalta il colore giallo delle spalle.
– Giallo: è una mutazione che comporta una infiltrazione del colore giallo fuori dalle zone di elezioni in tutto i lipocromo del soggetto. In pratica l’uccellino risulta giallo dove dovrebbe essere bianco.

Segnalo poi la presenza di Cardellini pezzati, favati e acianici, ovvero con macchie bianche presenti in varie parti del corpo. Sono soggetti a parere dell’autore molto belli e particolari, che se accoppiai tra loro spesso danno prole a sua volta con macchie bianche.
Le mutazioni di colore del piumaggio non comportano altre differenze sostanziali nella anatomia e struttura dei soggetti. La gestione dei mutati è quindi uguale a quella dei soggetti normali (ancestrali).
E’ però evidente che spesso le mutazioni ottenute con un forte ricorso alla consanguineità e in particolare per mutazioni molto diluite (soggetti molto chiari e a “occhio rosso”) riducano la rusticità del ceppo e spesso comportino una maggior predisposizione a sviluppare infezioni opportuniste, ovvero a carico di germi non particolarmente aggressivi.
Vediamo a grandi linee come gestire i nostri Cardellini.

Riproduzione del Cardellino:

Cardellino in cova
Cardellino in cova

Il Cardellino viene allevato sia in purezza sia come ibrido, ovvero incrociando il Cardellino (più spesso il maschio) con uccelli di altre specie (es. Canarino, Organetto, Crocere, ecc.). La differenza di sesso dei nostri Cardellini non è sempre perfettamente visibile e solo un occhio esperto può esprimersi in modo chiaro lontano dal periodo riproduttivo. Il maschio ha la mascherina rossa che oltrepassa la linea dell’occhio mentre nella femmina la mascherina si ferma a metà dell’occhio. Di solito in maschio ha una taglia e la testa leggermente più grandi della femmina. La posizione nel posatoio del maschio è più eretta mentre nella femmina è più slanciata e accucciata.
Nel periodo riproduttivo il maschio presenta il ventre slanciato e la cloaca punta in fuori con delle piumette in punta, mentre la femmina ha addome ingrossato a tondo e la cloaca non è prominente come nel maschio ed è posta più in basso.
In cattività il Cardellino riproduce generalmente da fine aprile ad agosto inoltrato.
Per ottenere risultati soddisfacenti è importante preparare i riproduttori già da gennaio-febbraio abituandoli a mangiare una o due volte a settimana il pastoncino all’uovo per l’imbecco dei nidiacei, i semi cotti o germinati e altri integratori che il nostro negoziante di fiducia ci saprà consigliare.
A marzo è bene unire il maschio e la femmina se stavano in gabbie diverse per formare le coppie. Attenti alle tensioni nella coppia! Se si tratta di piccole scaramucce non diamogli peso, se si vedono volare penne bisognerà dividere il maschio dalla femmina facendo in modo che continuino a vedersi. Basterà separare i due con divisorio in rete metallica e aspettare che inizino ad imbeccarsi attraverso le sbarrette, a quel punto li riunirete e andranno d’accordo. Il nido deve essere sistemato fissandolo bene nell’angolo della gabbia più luminoso e rivestito esternamente con piccoli rametti naturali in modo da garantire tranquillità e senso di protezione alla femmina in cova. Per la costruzione del nido vanno forniti sfilacci di iuta,fibre di cocco, crine di cavallo, muschio. Può capitare che durante la riproduzione il maschio sia particolarmente irrequieto e nervoso, in questo caso è bene separarlo dalla femmina a deposizione ultimata con il divisorio in rete, in maniera che lei continui a vederlo e non abbandoni il nido.
Dopo 13-14 giorni di incubazione avviene la schiusa delle uova.
Nelle prime due settimane di vita dei pulcini non devono mai mancare delle proteine di origine animali ai riproduttori per imbeccare i piccoli (uova sode, insetti decongelati, ecc). Tali alimenti vanno cambiati almeno 3 volte al giorno perché si deteriorano molto velocemente. Di solito nella quarta settimana i piccoli sono usciti dal nido e dopo sei settimane mangiano autonomamente. A questo punto possono essere allontanati dai genitori ma è bene che rimangano tra di loro e non vengano inseriti con soggetti più grandi per almeno uno due mesi.

Come deve presentarsi un corretto ambiente di allevamento?

L’ambiente di allevamento ha un importanza fondamentale e gli insuccessi riproduttivi spesso sono dovuti a condizioni ambientali inidonee.
Il Cardellino può essere allevato in gabbie di 120 centimetri di lunghezza per 50 centimetri di profondità e altezza. Quando possibile sarà sempre preferibile acquistargli delle volierette di dimensioni maggiori. La gabbia non è mai troppo grande per nessun uccello!
L’ambiente che ospita i soggetti deve essere luminoso, correttamente arieggiato e con un tasso di umidità basso, attorno al 50-55%.
Deve essere garantito il normale ricircolo di aria ed entrando nella stanza dove teniamo i nostri uccelli non dobbiamo sentire odori cattivi.
Le ore di luce (fotoperiodo) sono molto importanti per mantenere in salute i soggetti e per mandare in amore i soggetti nel periodo corretto.
Le condizioni igieniche devono essere curate con attenzione maniacale per evitare che i soggetti si ammalino. Porre particolare attenzione alla pulizia dei posatoi, delle griglie e dei fondi delle gabbie e pulire e disinfettare regolarmente beverini e mangiatoie.

Cardellino allevamento Ezio Valfrè
Cardellino allevamento Ezio Valfrè

Il Cardellino è un uccello adatto a ornicoltori esperti e con un pò di studio previo anche ad allevatori con poca esperienza.
Prima dell’acquisto documentarsi molto bene e preparare la zona dove lo dovremmo ospitare. Prima dell’arrivo a casa la gabbia deve essere già stata allestita e tutta la attrezzatura dovrà essere al suo posto.
Bisogna sempre procurarsi prima di portare a casa il nostro uccellino il numero di telefono di un Veterinario esperto in animali esotici che ci potrà visitare il nostro beniamino e aiutare per l’emergenza, pur sapendo che la salute passa innanzitutto per la corretta gestione della gabbia, della alimentazione, della pulizia e dell’ambiente in cui l’animali vivrà.

Articolo originale www.veterinaricasalesulsile.com per gentile concessione del

dr. Diego Cattarossi
Medico Veterinario accreditato Fnovi per la cura degli animali esotici, DVM, PhD

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