Le quattro varietà del Diamante della signora Gould

Di seguito, riportiamo il testo originale della lettera inviata dal nostro socio ing. Piergianni Amerio alla  rivista “Italia Ornitologica”, relativo alle quattro varietà del Diamante della signora Gould, che danno luogo a quattro fenotipi diversi.

Diamante di Gould dell'allevamento dell'ing. Piergianni Amerio
Diamante di Gould dell’allevamento dell’ing. Piergianni Amerio

 

Diamante di Gould dell'allevamento dell'ing. Piergianni Amerio
Diamante di Gould dell’allevamento dell’ing. Piergianni Amerio

 

 

 

 

 

 

Buongiorno, sono l’ing. Piergianni Amerio di Asti, vorrei esprimere alcune considerazioni in merito all’articolo presente sul numero 10 dell’Ottobre 2014, alla pagina 64, a firma Giovanni Canali dal titolo “Sul Diamante codalunga” e circa il confronto che viene fatto con il Diamante della signora Gould. Innanzitutto osservo che l’autore usa la corretta denominazione di Diamante della signora Gould anziché il più spiccio di Gould. Infatti John Gould volle dedicare, nel 1844, questa meravigliosa creatura alla sua giovane moglie Elizabeth, contrariamente al marito ottima disegnatrice e litografa, prematuramente scomparsa. Il dittongo finale del nome della specie gouldiae cioè ae è femminile, mentre se avesse voluto dedicarlo a se stesso l’avrebbe denominato gouldii. Ma veniamo al confronto fra il Diamante codalunga ed il Diamante della signora Gould partendo dal primo. Il diamante codalunga è presente in natura con due sottospecie. Il genere è Poephila, la specie è acuticauda, le due sottospecie sono acuticauda a becco giallo

Diamante codalunga
Diamante codalunga becco giallo

 

 

 

 

 

Diamante codalunga di Heck
Diamante codalunga di Heck

ed hecki a becco rosso; pertanto abbiamo Poephila acuticauda acuticauda e Poephila acuticauda hecki. Questi uccelli hanno come zona di origine la Terra di Arnhem, nel Nord dell’Australia, che è un territorio di circa centomila chilometri quadrati, cioè quasi un terzo dell’Italia. I branchi che hanno dato origine alle due sottospecie, partendo dall’unica specie originale, si sarebbero divisi circa 350.000 anni fa. Con riferimento a Darwin, devo dire che siamo in presenza di una speciazione allopatrica, cioè la più comune fra i quattro tipi di speciazione evidenziati dal grande naturalista inglese. Questa avviene quando partendo da un primitivo branco di individui se ne formano altri, territorialmente separati, che danno origine, con il passare del tempo, a successive nuove specie o sottospecie. Se accoppiamo fra loro individui di queste due sottospecie avremo soggetti con caratteristiche intermedie cioè con la punta del becco arancio. Se questi individui intermedi fecondi vengono riportati nelle popolazioni pure, le caratteristiche intermedie scompariranno nel giro di poche generazioni. Un caso analogo che può essere preso come esempio è quello che riguarda gli inseparabili con l’occhio cerchiato di bianco come l’Inseparabile mascherato (Agapornis personata personata) originario del centro della Tanzania e l’inseparabile di Fischer (Agapornis personata fischeri) originario del Sud del Kenia. Anche qui accoppiando fra loro individui delle due sottospecie avremo soggetti con colore della maschera intermedio fra quelle dei genitori. Per annullare le prove dell’imbastardimento occorre procedere come già visto sopra per il Diamante codalunga. Veniamo adesso al Diamante di Lady Gould (diciamolo anche in inglese)

Ritratto della signora Elizabeth Gould
Ritratto della signora Elizabeth Gould

poiché in questo secondo caso il discorso cambia. Il suo nome scientifico è Chloebia gouldiae. Il nome del genere Chloebia è stato creato dal naturalista tedesco Heinrich Gottlieb Ludwig Reichenbach nel 1862 considerandolo un genere monotipico intermedio fra il genere Lonchura ed il genere Erythrura. Come si può notare il nome scientifico si ferma a quello della specie, cioè gouldiae senza l’aggiunta di altri termini che avrebbero denotato eventuali sottospecie. Siamo cioè in presenza di un caso, non molto comune in natura, in cui all’interno di un’unica specie esistono diverse varietà, che però non sono sottospecie, che vivendo ed accoppiandosi fra loro danno origine ad individui di varietà definita, senza caratteri intermedi. Del Diamante della signora Gould esistono allo stato selvatico, ma sarebbe più esatto dire esistevano data l’enorme riduzione degli individui presenti oggi in natura, quattro varietà che danno luogo a quattro fenotipi diversi.

Qualcuno dirà: ma non sono tre? Mi spiace creare qualche delusione, ma come dirò adesso sono quattro varietà.

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Esse sono:

1) Testa rossa con la punta del becco rosso,

Diamante di gould testa rossa punta del becco rosso
Diamante di gould testa rossa punta del becco rosso (soggetto allo stato selvatico con antennina di rilevamento in coda)

 

 

 

 

 

 

 

 

2) Testa gialla con la punta del becco gialla,

Diamante di Gould testa gialla punta del becco giallo
Diamante di Gould testa gialla punta del becco giallo

 

 

 

 

 

3) Testa nera con la punta del becco rossa,

Diamante di gould testa nera punta del becco rossa
Diamante di gould testa nera punta del becco rossa

 

 

 

 

 

 

 

4) Testa nera con la punta del becco gialla.

Diamante di Gould testa nera punta del becco giallo
Diamante di Gould testa nera punta del becco giallo

 

 

 

 

 

 

In alcune importanti mostre ho fotografato stamm formati da maschi testa nera alcuni con il becco rosso ed altri con il becco giallo regolarmente giudicati, cosa che non avrebbe dovuta avvenire trattandosi di varietà diverse. Esistono poi all’interno di ciascuna varietà selvatica individui con tonalità di colore molto differenti come faceva notare l’ornitologo esploratore Joseph Ravenscroft Elsey (1834-1857) che fra il Giugno 1856 ed il Dicembre dello stesso anno visse nel Nord dell’Australia lungo il Victoria River studiando i branchi selvatici formati da migliaia di individui. Le sue ricerche in natura furono poi trasmesse a John Gould in Inghilterra.Prendiamo come esempio le femmine con la testa rossa, ma il discorso vale per tutte le varietà, sia nei maschi che nelle femmine con i colori originali delle varietà selvatiche.

Grande voliera dello zoo di St. Diego in california
Grande voliera dello zoo di St. Diego in California
Alcuni ospiti della voliera dello zoo di St. Diego
Alcuni ospiti della voliera dello zoo di St. Diego in California

Se un cultore di questi uccelli ha la possibilità di osservare un gruppo numeroso di queste ne vedrà alcune con la testa rosso rubino, il becco di colore osseo e la punta rossa, altre con il rosso di tonalità granata, in altre ancora il rosso tende al nero ed il becco diventa grigio. Lo stesso discorso vale per il malva del petto, il giallo del ventre,il verde del dorso che assumono tonalità diverse.

La spasmodica ricerca di alcuni allevatori nel voler cercare di continuo nuove mutazioni fa si che alcune naturali differenze cromatiche vengano viste come mutazioni. Nel Diamante della signora Gould queste sviste sono molto facili, poiché in questi uccellini sono presenti sia i colori pigmentari che quelli strutturali e questi ultimi, per dirla con Hervè e Pomarede, sono molto più segreti e misteriosi. Il filosofo greco Democrito, atomista della scuola di Atene, sosteneva: “L’uomo vive in un mondo di sensazioni colorate”. Il Diamante della signora Gould penso sia una appropriata conferma all’intuizione di Democrito. Visto che questa lettera iniziava prendendo come spunto quella del signor Giovanni Canali devo dire che ho molto apprezzato le parole conclusive del suo scritto che così recitavano: “Abbiamo anche troppe mutazioni allo stato domestico che a volte valorizziamo senza un vero motivo; mi sembra molto errato compromettere ciò che in natura è presente.…” Il mio pensiero va al Cardellino, già da tempi antichissimi simbolo del sorgere del Sole, al punto tale da diventare il simbolo della resurrezione di Cristo. Quante delle attuali mutazioni avrebbero entusiasmato Raffaello Sanzio che immortalò questo regalo della natura in quel capolavoro assoluto che è la Madonna del Cardellino presente nella galleria degli Uffizi a Firenze?

Madonna del cardellino
Madonna del cardellino

 

 

 

 

 

 

 

Asti: 18 Febbraio 2015

 

Ing. Piergianni Amerio             RNA 7139

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